5 giorni ad Amsterdam

Un insolito Lunedì di Settembre mi aspetta fuori dalla porta, volo U22725 operato da Easyjet direzione Amsterdam è la mia prossima fermata. Arrivo a Malpensa verso le 9.00, in netto anticipo rispetto al mio orario di partenza come suggerito dalla compagnia area, e iniziano i classici controlli di routine. Terminato il controllo del bagaglio a mano e il metal detector, aiuto una ragazza a raggiungere il suo gate, data la prima esperienza in aeroporto, e le auguro buon viaggio. Una colazione al volo e via che ci si imbarca. Partenza ritardata ma alla fine ci si alza in volo e finalmente vedo diminuire la distanza che mi separa da un nuovo viaggio, una nuova avventura in un paese in cui non ero mai stato. 2 ore di volo e atterro finalmente ad Amsterdam. Controllo rapido da parte delle forze dell’ordine olandesi e via al treno che mi porterà in centro. 20 min di viaggio e sono ufficialmente in centro ad Amsterdam. L’atmosfera che si respira è particolare: poche macchine, fiumi d’acqua e di biciclette, mezzi di trasporto efficienti e persone a piedi che saturano i marciapiedi. Stando attento a non urtare qualcuno e allo stesso tempo a non farmi investire da una bicicletta mi dirigo verso la mia sistemazione per questi 5 giorni: This Ho(s)tel è un piccolo ostello caratterizzato dalle sue stanze cubo, bagni in comune e ristorante messicano. Lasciati i bagagli dedico il primo pomeriggio alla scoperta di questa città dai molteplici canali. Gironzolando in lungo e in largo finisco dapprima in piazza Dam fino ad arrivare a Vondelpark per poi passare dal museo di Van Gogh, il quartiere De PijP e infine ritorno in ostello. Una camminata di circa 9km alla scoperta della città. Tornato in ostello la sera conosco una ragazza alla reception: Francesca, italiana trapiantata ad Amsterdam per lavoro, è una ragazza dal cuore d’oro a cui piace intrattenersi a parlare con gli ospiti provenienti da tutte le parti del mondo. Quella sera ci siamo trovati a parlare con altri due ragazzi, una tedesca e un guatemalteco, in un incrocio di lingue tra spagnolo e italiano. Che esperienze, la vita da ostello ti regala sempre momenti che non scorderai facilmente.

Il secondo giorno mi sveglio di buona lena: l’itinerario di oggi prevede un bel viaggio in pullman fino a Marken, traghetto per Volendam, pullman per Hoorn e ritorno ad Amsterdam. Rapida colazione per strada e in un men che non si dica sono in viaggio verso Marken. Come si lascia il centro città i panoramiche mi si pongono davanti sono spettacolari: distese di verde mi circondano interrotti ogni tanto da una fattoria o da un piccolo paesello. Arrivo a Marken e ciò che mi si presenta davanti è un pezzo di Olanda rimasto fermo al tredicesimo secolo: caratteristiche casette in legno immerse in una fitta rete di piccolissime stradine rende questa penisola un’oasi dei vecchi tempi. Merita una visita il faro “Paard van Marken”, faro del 1839 in funziona tutt’ora, e il molo da cui si può prendere un bel battello che ti porta a Volendam. Antico villaggio di pescatori tipicamente olandese con un incantevole porto e i suoi tradizionali costumi ti faranno vivere un esperienza magica. Qui merita di essere assaggiato uno dei piatti tipici olandesi: il “Broodje haring”, panino con aringa, è un must di questo piccolo villaggio dato il loro commercio di pesce fresco che ogni giorno arriva al porto. Dopo un breve giretto del porto mi dirigo alla fermata del pullman che mi porterà a Hoorn. Raggiunto il centro e il porto vengo trasportato nel lontano ‘600, periodo in cui Hoorn rappresentava uno dei più importanti centri della Compagnia olandese delle Indie orientali. Cittadina ricca grazie allo sviluppo dell’epoca e alla posizione favorevole lungo le sponde del lago IJsselmeer, Hoorn mantiene lo stile del passato ed è incantevole passeggiare in lungo e in largo in cerca di chiese, torri di difesa, monumenti storici e vecchie imbarcazioni in tutto il loro splendore originale. Tornato alla stazione centrale di Amsterdam decido di usare il mio buono per un tour gratis dei canali in barca. Esperienza da fare ad Amsterdam perchè si vede la città da una prospettiva diversa e a tratti molto suggestiva. Arrivato in ostello scambio quattro chiacchiere con Francesca e alcuni ragazzi li presenti, una rinfrescata e si va a cena.

Un nuovo giorno è cominciato e anche oggi mi aspettano trasferimenti importanti per andare a visitare altre città molto incantevoli. Direzione Zaanse Schans via treno. Questa cittadina poco conosciuta è in realtà una parte di olanda rimasta ferma al Seicento e Settecento. Tra dimore autentiche, mulini a vento, una fabbrica di peltro, una fattoria per la produzione del formaggio e altre attività artigianali, a Zaanse si respira aria di tradizione. Lungo le sponde del fiume Zaan si trovano dei vecchi mulini risalenti al 1600-1700, due dei quali si possono visitare e che ancora oggi sono in funzione: il primo risalente al 1782 è un mulino-tintoria, il secondo, ricostruito nel 2007, è un mulino-segheria. La mattinata vola via tra mulini e casette storiche ma ora è il momento di risalire sul treno in direzione Alkmaar. Considerata come la città olandese del formaggio sa offrire ai propri visitatori un notevole centro storico costellato di monumenti importanti, vivaci strade per lo shopping e bar/ristoranti di tutti i tipi. L’attrazione principale in questa piccola cittadina è la pesa, un edificio storico risalente al 1300 al cui interno si trova una pesa per il formaggio; in cima possiamo trovare un carillon con ben 47 campane e un “orologio del cancello” del 1600 con un diametro di ben 124cm. Nella piazza di fronte a questo edificio si svolge, ogni venerdì da Aprile a Settembre, il famoso mercato del formaggio con vestiti e attrezzi dell’epoca per rievocare le usanze di un tempo. Haarlem è la mia prossima meta. Arrivo in stazione, noleggio una bella bicicletta e mi dirigo, come un vero olandese, alla scoperta di questa città. Mi dirigo lungo il fiume Spaame e mi ritrovo davanti ad un vecchio mulino, il Windmill De Adriaan, risalente al 1700. Dopo qualche spettacolare foto mi rimetto in sella del mio nobile destriero e mi dirigo verso il centro dove si trova la piazza principale della città. Qui si trova la chiesa di San Bavo, un edificio gotico che ospita il ricercato organo Muller, del ‘700, suonato da Handel e Mozart. Mi concedo un aperitivo in questa meravigliosa piazza per poi, zizzagando in un mare di vicoli e vicoletti dai colori stupendi, tornare verso la stazione. Haarlem merita sicuramente una visita in primavera/estate dato che è il centro di un distretto di coltivazione di bulbi e in quanto a campi di tulipani è ben fornita. In ostello ormai si respira un aria di famiglia con tutti i ragazzi che sono ospiti e tutte le magnifiche ragazze che lavorano li: conosco Ailen, ragazza argentina ma cresciuta in Italia che ora vive ad Amsterdam per lavoro. Questa sera provo il ristornate messicano. Ordino un paio di piatti tipici e rimango sorpreso dall’accuratezza e dalla bontà che ho trovato. Super consigliato, anche perché alloggiando nell’ostello ho il 20% di sconto su bar e ristornate. La sera la passiamo a chiacchierare insieme ad un paio di drink messicani.

Siamo già a Giovedì, oggi giornata uggiosa e quindi mi dedico alla visita di musei. Parto con la visita al museo di Van Gogh e al Rijksmuseum, edificio del XIX secolo con capolavori pittorici del Secolo d’oro olandese. Purtroppo, causa covid gli ingressi sono contingentati e bisogna prenotarli con largo anticipo, non riesco a visitare la casa di Anna Frank e il Nemo, il museo della scienza e della tecnica di Amsterdam. Riesco invece a prenotare una visita alla Johan Cruijff Arena, stadio dell’Ajax. Un giro completo dello stadio spiegato da una guida molto simpatica in grado di trasmetterti tutta la sua passione e fedeltà per quella squadra e per quel luogo di immensa importanza per gran parte degli olandesi. Finita la visita riprendo la metro e mi dirigo a nord della città. Prendo il traghetto che mi porta ad Amsterdam nord, famosa per la sua street art. La zona del porto ospita molte opere di street art e anche un museo ad esse dedicato. Faccio una pausa presso un food truck per dell’ottimo cibo di strada e poi riprendo il traghetto per tornare ad Amsterdam e successivamente il tram perchè mi aspetta una delle visite che ho programmato appena arrivato: la Heineken Experience.
Esperienza molto interessante, si parte con una piccola visita guidata per ripercorrere le origini di questa famosa azienda, si procede con la spiegazione di come è fatta la loro birra e la visita a dei vecchi impianti di produzione. Finita la parte storica inizia un percorso, esperienza, che tra giochi di luce, stanze interattive in 4d ti portano a conoscere il mondo Heineken dei giorni d’oggi. Il tutto si conclude con una bella media ghiacciata appena spillata dai loro impianti. Esperienza consigliata.
Essendo l’ultima sera mi congedo una bella portata al ristornate messicano a base di carne asada, un drink a base di mezcal e un dolce tipico. Dopo un breve giretto per le vie piene di movida torno a farmi una bella chiacchierata con i miei, ormai, amici di ostello.

Il Venerdì è arrivato ed è tempo di partire. L’aereo pomeridiano mi permette di visitare il quartiere Jordaan; nasce come quartiere operaio agli inizi del ventesimo secolo per poi trasformarsi in un quartiere alla moda. Ultimo giro a piedi attraverso questi fantastici canali prima di tornare a prendere il bagaglio in ostello, salutare i compagni di chiacchierate (in particolar modo Francesca e Ailen) e dirigermi verso la stazione centrale. Attraverso col traghetto e mi dirigo a nord per far visita ad un edificio di 20 piani con terrazza panoramica. A’DAM Lookout offre una vista su Amsterdam mozzafiato, senza contare che sulla terrazza si trova l’altalena più alta d’Europa sospesa nel vuoto; vale veramente la pena provarla! Mi godo la vista per un’oretta stuzzicando qualcosa per pranzo prima di tornare alla stazione e prendere il treno in direzione aeroporto. Aereo direzione Linate e si torna in Italia.

Questo viaggio è stato magnifico. Amsterdam è in grado di farti sentire e ciò ti permette di girarla in lungo in largo come se fosse la città in cui vivi. Ho vissuto delle esperienze magnifiche sia visitando sia restando all’ostello a chiacchierare con i giovani ragazzi conosciuti. Tutti dovrebbero provare, almeno una volta nella loro vita, a dormire in un ostello e a lasciarsi trasportare dalla sua convivialità.
Amsterdam, a livello di spese, è nella norma, come una normalissima Milano. I voli andata e ritorno dall’Italia si trovano tutto sommato ad un prezzo abbastanza buono, dipende sempre ovviamente dal periodo. Per quanto riguarda il dormire più si sta in centro più si paga; detto ciò se non si pretende chissà cosa ce la si cava anche con poco.

Buon Viaggio!

Il Cinghio

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